Q, Luther Blisset

Anno Domini 1555. Sopravvissuto a quarant’anni di lotte che hanno sconvolto l’Europa, un eretico 4523551dai mille nomi racconta la sua storia e quella del suo nemico, Q. Predicatori, mercenari, banchieri, stampatori di libri proibiti, principi e papi compongono l’affresco dei tumultuosi anni delle guerre di religione: dalla Germania di Lutero al regno anabattista di Münster, all’Italia insidiata dall’Inquisizione. Pubblicato in quattordici lingue e in trenta paesi, Q è l’esordio narrativo del rivoluzionario collettivo ora noto come Wu Ming.

 

 

La mia recensione:

Noi solchiamo i meandri della storia. Noi siamo ombre di cui le cronache non parleranno. Noi non esistiamo.

Q è uno di quei libri che ti si imprimono nella mente.
Q è uno di quei libri che ti lascia dentro qualcosa.
Q è uno di quei libri che non finiscono quando volti l’ultima pagina, ma continuano a perseguitarti per giorni: frasi, personaggi, luoghi.
Mi capita spesso di provare a immaginare quella Venezia di metà sedicesimo secolo così com’è descritta nel libro, quella città che era il centro del mondo e degli affari e che ospitava centinaia di lingue e di culture diverse. A volte potrei persino giurare di averla vista davvero.
Ripenso a Münster e a com’è finita, ripenso a quella frase: “Quello fu l’ultimo ordine del Capitano Gert dal Pozzo”.
Non so di preciso perché, ma questa frase mi ha spezzato il cuore. Anzi, in realtà lo so: è perché rappresenta la sconfitta in una guerra per una giusta causa, un sogno infranto, la fine di tutte le speranze e la fine di una vita, per l’ennesima volta.
Q è uno di quei libri che raccontano mille storie in una sola storia, che in questo caso è la storia di un solo uomo che ha vissuto mille vite: Gustav Metzger, Lucas Niemanson, Lienhard Jost, Gerrit (Gert) Boeckbinder, Lot, Hans Grüeb, Ludwig Schaliedecker, Tiziano, Ismael Il-Viaggiatore-Del-Mondo.
La storia del grande eretico dai mille nomi inizia con l’opposizione di Lutero alla Chiesa romana e si snoda nel corso dei successivi trent’anni, anni fatti di guerre e di battaglie, anni nei quali si susseguono nomi, luoghi e compagni diversi, dove il nemico nascosto nell’ombra è sempre lo stesso: la Chiesa, il cardinale Carafa e la spia di quest’ultimo, Q, che sembra perseguitarlo e fare a pezzi tutte le sue vite una dopo l’altra, distruggendo amici, compagni e maestri, facendo di lui un sopravvissuto.
Ma la guerra di Gert non è stata solo una guerra di religione, perché una guerra di religione non è mai solo una guerra di religione: da una parte c’è il gioco di potere di re, principi e duchi, a contendersi l’Europa; dall’altra c’è Carafa e i cardinali “Zelanti”, roccheforti inespugnabili della cattolicità. E in mezzo tutti gli altri, in mezzo c’è il popolo In mezzo ci sono quelli che hanno combattuto in nome di una causa nella quale credevano, quelli che hanno lottato per la libertà dall’oppressione.

“Non mi spaventava sapere che l’avventura si sarebbe trasformata in guerra, poiché sarebbe stata l’unica che sia mai valsa la pena combattere: quella per liberarsi dall’oppressione”.

La storia di questo libro e del suo indimenticabile protagonista mi si è appiccicata addosso come pochi: romanzo storico dettagliatissimo e appassionante, scritto in maniera magistrale.
Q è uno di quei libri che, quando li finisci, sei felice di averli letti.

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