Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino

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Un viaggiatore, una piccola stazione, una valigia da consegnare a una misteriosa persona… Da questa premessa si possono snodare innumerevoli vicende, ma sono dieci quelle che l’autore propone in questo sorprendente e godibilissimo romanzo.

La mia recensione:

L’appellativo di originale devo concederglielo, e l’idea è veramente buona, ma niente di più.
L’inizio prometteva bene, ma la mia attenzione si è dileguata man mano che andavo avanti nella lettura.
Onestamente sono arrivata alla fine per il solo fatto che non lascio mai i libri a metà, e questo vi fa capire quanto io sia stata entusiasta di ritrovarmi a leggere ben dieci incipit di romanzi mai terminati. E dire che alcuni di essi promettevano anche bene.
Non so. La prosa di Calvino è eccellente, ma la storia per i miei gusti lascia molto a desiderare. Potevano esserci meno giri e più sostanza. O no?
No, forse semplicemente non è un libro che fa per me.
(E in fondo ne ero consapevole ancor prima di iniziarlo, ci sarà un motivo se è stato in libreria a prendere polvere per più di cinque anni).
Insoddisfatta.

“La tua casa, essendo il luogo in cui tu leggi, può dirci qual è il posto che i libri hanno nella tua vita, se sono una difesa che tu metti avanti per tener lontano il mondo di fuori, un sogno in cui sprofondi come in una droga, oppure se sono dei ponti che getti verso il fuori, verso il mondo che t’interessa tanto da volerne moltiplicare e dilatare le dimensioni attraverso i libri.”

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