Il Trono di Spade & Il Grande Inverno (Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco #1 e #2), George R.R. Martin

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per3704006 esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L’ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all’ultimo, folle re della dinastia Targa3413098ryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all’estremo Nord la Barriera – una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei – sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita o il sonno a chi ha la mala sorte di incontrarli?

 

La mia recensione:

Non ho parole.
Avete presente quando un libro vi assorbe completamente, cuore, mente e anima?
Quando vi ritrovate a soffrire e a gioire e a maledire pesantemente un personaggio e a parteggiare con tutta l’anima per un altro?
Quando, insomma, anche se non vi ritrovate fisicamente lì, è come se nel libro ci foste davvero entrati?
Ecco, questo è il mio caso.
I primi due libri delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco mi hanno completamente rapita e io non trovo neanche una parola degna di rendergli giustizia.
La storia che Martin racconta inizia migliaia di secoli prima e non è ancora conclusa. Anzi, quel passato che in molti glorificano, ma che in pochi ricordano davvero, sta per tornare a rivivere.
E così, proprio mentre nei Sette Regni l’estate che dura ormai da più di dieci anni è agli sgoccioli, e un inverno gelido e minaccioso sta per arrivare, le ombre di creature che si credevano estinte incombono sul regno degli uomini.
In più, la pace che regna da quindici anni, da quando i Targaryen sono stati sconfitti e Robert Baratheon è salito sul Trono di Spade, sta per essere turbata.
E questo è solo l’inizio.
Poi succedono talmente tante cose, e la maggior parte sono tutt’altro che belle, che ti ritrovi inevitabilmente a leggere con tanta intensità da farti dimenticare che è tutta una finzione, e che anche se lo vorresti disperatamente non vedrai mai Grande Inverno o Delta delle Acque e non avrai mai un cucciolo di meta-lupo tutto per te.
Scherzi a parte.
C’è da dire che oltre alla trama e a tutto il background, entrambi di una perfezione magistrale, c’è una caratterizzazione dei personaggi che difficilmente ho riscontrato altrove. Inoltre, grazie ai numerosi pov, il lettore ha una visione globale estremamente ampia, che rende il tutto ancora più coinvolgente e affascinante.
Se devo esprimere una preferenza riguardo ai personaggi, direi che Robb e Daenerys sono quelli che ho amato di più per la loro evoluzione, mentre Jon mi è piaciuto dall’inizio (Il mio debole per gli emarginati dal cuore tormentato ormai è cosa risaputa).
Certo, però, l’ironia di Tyrion Lannister è imbattibile ed è impossibile non simpatizzare per lui.

Caro, carissimo signor Martin, io depongo le armi ai tuoi piedi e giuro di seguirti fino in capo al mondo.
Dichiaro ufficialmente il mio amore per questa saga, e ho l’impressione che mi terrà compagnia molte altre volte durante quest’anno: ho intenzione di recuperare tutti i libri che mi sono persa.

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