La città di sabbia, Laini Taylor (Daughter of Smoke and Bones #2)

Buon pomeriggio cari lettori, eccomi qui a scrivere la prima recensione “in diretta” da quando ho creato il nuovo sito.
Le altre le sto importando gradualmente dal mio Goodreads, così finalmente realizzerò il mio sogno di vederle tutte riunite in un vero blog!

Bene, in questo post inaugurale vi parlo della mia ultima lettura, La Città di Sabbia di Laini Taylor, secondo capitolo della saga Daughter of Smoke and Bones.

28676589La studentessa d’arte Karou ha finalmente le risposte che ha sempre cercato. Sa chi è e cosa è. Ma, insieme a questa scoperta, un’altra verità affiora in superficie, una realtà che la ragazza farebbe di tutto pur di ignorare: ha amato un ragazzo che le è nemico, lui l’ha tradita e per questo il suo mondo è sconvolto. Ora, in una kasbah dimenticata nel deserto del Marocco, Karou e i suoi alleati si preparano a uno scontro definitivo contro l’armata dei serafini e sotto la luce delle stelle plasmano creature di potente forza distruttiva. Akiva, legato dall’appartenenza all’esercito degli angeli, ma gravato da un profondo conflitto interiore, inizia a progettare un altro tipo di battaglia: quella per il riscatto. Per la speranza. Costellato da scene drammatiche, di segreti e di scelte impossibili, “La città di sabbia” porta i due protagonisti sui fronti opposti di una guerra antichissima che ha acquistato nuovo vigore.

 

La mia recensione (spoiler alert: se non avete letto “La chimera di Praga” vi consiglio di non proseguire):

Ridere dovrebbe essere facile, pensò Akiva, ma non lo era. Loro due, per esempio, mani nere e anime infrante. Offrì una mano alla sorella, che lei prese e strinse forte, come l’elsa di una spada, come se ne andasse della sua vita.

Se il primo libro mi aveva sì incuriosito molto, ma per molti aspetti mi aveva lasciata dubbiosa e un po’ indifferente, questo invece si rivela di tutt’altro livello.

Dopo che Karou ha appreso chi è realmente e qual è la sua vera natura, dopo aver scoperto che il suo mondo è lacerato da una guerra millenaria e che la razza chimerica è stata quasi sterminata per colpa di Akiva, il serafino che ha amato in entrambe le sue vite, la ragazza decide di schierarsi con le poche chimere superstiti e di combattere. Di reagire, di vendicarsi. Questa è l’unica cosa che conta per Karou all’inizio, quando porta i superstiti della sua razza in una kasbah nel deserto del Sahara, nel suo mondo, per tenerli lontano da Eretz e dalla forza distruttrice dei serafini.
Karou si è chiusa in una sorta di apatia causata dal dolore per la perdita della sua famiglia di chimere e per il tradimento di Akiva. Si sente sola perché Thiago, il Lupo Bianco, colui che l’aveva fatta uccidere nella sua vita precedente, ha fatto in modo che i soldati non si fidassero di lei e la tenessero isolata, nonostante lei abbia preso il posto di resuscitatore di Sulphurus e stia riportando in vita le chimere soldato per combattere i serafini.
E’ questa l’unica cosa che fa Karou nella città di sabbia: riporta in vita i mostri, senza farsi domande e lasciando a Thiago tutte le decisioni riguardanti la guerra.
Ben presto, però, Karou si rende conto che il Lupo Bianco ha smesso di preoccuparsi della sopravvivenza delle chimere e che il suo unico scopo è di farla pagare agli angeli, e per farlo è disposto a commettere le azioni più atroci, anche ad attaccare i serafini civili. La ragazza capisce che è arrivato il momento di fermare Thiago ad ogni costo, ma come può farlo se lui è il capo dell’esercito e lei una traditrice della sua stessa razza?
Intanto anche Akiva, nell’altro mondo, dall’altra parte dello schieramento, combatte la sua personale guerra, ovvero quella di riuscire a salvare più chimere possibile dal massacro dei suoi compagni senza farsi scoprire.

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Karou e Akiva, due parti opposte in una guerra che non porta da nessuna parte, una guerra che nessuno dei due vorrebbe combattere. Il loro sogno di pace di tanto tempo prima sembra ormai solo un ricordo sbiadito, la speranza sembra essere definitivamente perduta.
Eppure, eppure questo libro è incentrato proprio sulla speranza. Speranza che nasce, scompare, ritorna. Ritorna sempre, alla fine.

—spoiler—
Per Akiva la speranza rinasce quando si rende conto che suo fratello e sua sorella, Hazael e Liraz, sono dalla sua parte, che anche loro vogliono mettere fine alla guerra, vogliono credere in un mondo migliore, in una vita migliore per tutti loro, senza campi di battaglia e mani tatuate di nero.
La speranza rinasce quando scopre che Karou è sana e salva, anche se schierata dalla parte dei nemici.
E sarà proprio Akiva a riportare la speranza a lei, sotto forma di turibolo contenente l’anima di una delle chimere che l’ha cresciuta, Sybilis, che a sua volta porta un messaggio di speranza più grande, una speranza per tutto il loro popolo.
—end spoiler—

In questo libro ho amato diversi personaggi. Ho sicuramente rivalutato Akiva e persino i suoi fratelli (Hazael <3), Suzanna e Mik sono tenerissimi e Ziri è semplicemente meraviglioso, soprattutto per quello che fa alla fine.
Ho apprezzato il fatto che l’autrice abbia descritto e caratterizzato molto bene anche i personaggi marginali. Ottimo lo stile di scrittura, che avevo già elogiato nel libro precedente.

Questo secondo capitolo mi è piaciuto decisamente più del primo. La storia è più movimentata, appassionante e ricca di emozioni e di colpi di scena.
Le domande sul finale sorgono spontanee:
—spoiler—
che succederà nel mondo degli umani ora che sono arrivati gli angeli? Chi è la donna steliana che si è messa in viaggio verso Astrea? Riusciranno i serafini ribelli e le chimere a far lottare insieme i loro eserciti e a portare finalmente la pace?
—end spoiler—

L’ultimo capitolo della trilogia, Dreams of Gods and Monsters, è stato pubblicato nel 2014 e secondo i “rumors” arriverà finalmente in Italia durante l’estate, edito sempre da Fazi.
Non vedo l’ora di leggerlo!

 

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