Tempesta di Spade (Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco #5), George R.R. Martin

Dopo la morte di re Renly Baratheon gli avversari che si contendeno il Trono di Spade sono ridott3704042i a quattro: il gioco di alleanze, inganni e tradimenti si fa sempre più spietato, sempre più labirintico, l’ambizione dei contendenti non ha limite. Sui quattro re e sui paesaggi già devastati dalla guerra incombe la più terribile delle minacce: dall’estremo nord un’immane orda di barbari e giganti, mammut e metamorfi sta lentamente scendendo verso i Sette Regni. E con loro un pericolo ancora più spaventoso: gli Estranei, guerrieri soprannaturali che non temono la morte. Perchè l’hanno già conosciuta…

 

 

La mia recensione:

“Un orso, c’era. Un orso, un orso! Tutto marrone e nero, tutto coperto di pelo!”

La conoscete tutti, vero? L’orso e la fanciulla bionda: la canzone che chiunque nei Sette Regni conosce, persino i bruti Al di là della Barriera. La canzone che mi ha perseguitato per tutto il libro e che continuo a canticchiare tra me e me con una melodia che ho inventato io.
Se vi state chiedendo perché iniziare una recensione con questa canzone, vi accontento subito: è perché io ormai nelle Cronache ci sono dentro tanto quanto gli Stark, i Lannister, i Targaryen e tutti gli altri. Perché ormai sento di far parte anche io di questo universo meraviglioso, perché sto imparando a conoscere le vecchie storie, le leggende e persino
le canzoni.

E una volta dichiarato nuovamente il mio amore folle a Martin e alla sua opera, però, vi avverto subito che non è tutto rose e fiori come sembra (e se quando avete letto “fiori” avete subito pensato ai Tyrell, sappiate che vi stimo profondamente): devo infatti confessare che questo libro è stato abbastanza deludente rispetto ai precedenti e che, per la prima volta da quando ho iniziato a leggere la serie, in alcuni tratti mi abbia un po’ annoiata.
Ho trovato questo quinto capitolo poco movimentato, privo di azione e di suspense, e persino la piega che ha preso la storia è stata piuttosto deludente, eufemismo per dire che tutto sta andando per il verso sbagliato.

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Dovete sapere che, per partito preso e per una sorta di senso di appartenenza naturale, io fin dal principio sono stata dalla parte degli Stark: i meta-lupi, Eddard, Jon Snow, e insomma, mi sono infatuata del nord dal primo istante.
Allo stesso tempo non sopporto la “vista” dei Lannister, eccezion fatta per quel demonio di Tyrion (che probabilmente odia i Lannister più di tutti gli altri personaggi messi assieme).
Questo già basterebbe a spiegare perché questo libro mi abbia fatto dannare: passi Lady Catelyn, per la quale non ho mai provato particolare simpatia e che tuttavia credevo molto più intelligente; passi pure Sansa che ancora non dà segni di una qualche utilità, ma Robb?!
Che accidenti hai combinato, Robb? Finora era stato perfetto, sia per il suo modo di comportarsi da re che a livello di strategia militare, ma in un solo colpo è riuscito a perdere due dei suoi alleati più forti, si ritrova senza un regno e per di più accerchiato dai nemici su tutti i fronti. E come ciliegicina sulla torta, senza Jaime come ostaggio.
Solo io vedo il disastro imminente in tutto ciò, o esiste ancora una via di fuga?
Sono davvero curiosa di scoprirlo e spero che alla fine gli Stark abbiano la meglio, ma non posso fare a meno di notare che mentre i Lannister pianificano ogni passo che fanno con precisione millimetrica e sembrano sempre avere il totale controllo su qualsiasi cosa e persona vivente nei Sette Regni, Robb e gli uomini del nord in questo capitolo fanno la
figura dei completi inetti e sembra che il loro impero stia andando completamente a rotoli.
Persino il “mio” Jon mi sembra sperduto e incerto al di là della barriera: capisco che la sua vita sia appesa a un filo e che non sia facile fare il doppio gioco con i bruti senza diventare davvero un traditore, ma alla fine ricorderà chi è e qual è il suo vero compito o basterà la prima donna che capita a fargli perdere testa, dignità, onore e persino Spettro?
(a me quando gli Stark si separano dai loro lupi sale sempre l’ansia oramai).
Oltre ad Arya, che continua ad essere uno dei personaggi migliori della serie, l’unica che in questo libro abbia dato delle vere soddisfazioni è Daenerys: meravigliosa, impetuosa, coraggiosa, saggia, regale. Probabilmente, tra i pretendenti al trono, finora lei è quella che più ha dimostrato di meritarlo.

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La scena finale è stata grandiosa: avevo già l’amaro della delusione in bocca al pensiero che stesse per vendere uno dei suoi draghi, e invece… Dracarys (muahahahah).

Sono stata immensamente felice che in questo capitolo di Theon Greyjoy non si sia vista nemmeno l’ombra, ma spero ancora che Vento Grigio lo faccia a pezzi.

Quanto a Stannis e alla sua dama rossa, per me posso tutti bruciare entrambi nel loro fuoco sacro. A dirla tutta, il povero Cavaliere delle Cipolle Davos mi sta abbastanza simpatico, ma Stannis… mi chiedo se esista qualcuno a questo mondo a cui piaccia Stannis Baratheon  (ma forse io sono l’unica al mondo che simpatizzi per Davos, perciò nevermind…)

Simpatici gli scambi di “cortesie” tra Jaime e Brienne di Tarth, ma Santo Cielo, entrambi sono una lagna pazzesca: lei è probabilmente la donna più complessata che sia mai esistita, lui è tutto un sospirare per la sua amata Cersei.
Cattiveria a parte, in questo libro è venuto fuori un barlume di sensibilità che non pensavo potesse esistere nello “Sterminatore di Re”, e credo che Jaime sia un personaggio che vada ancora conosciuto a fondo.

Altra presenza di cui non ho assolutamente sentito la mancanza è stata quella di Joffrey, che in questo gioco del trono, nonostante occupi il posto principale, ha un ruolo ben misero. Inutile quasi più di Sansa.
Tornando per un attimo alla povera ragazza, in realtà non ho niente contro di lei, anzi mi fa pena, però non riesco a provare simpatia per lei.
Il fatto è che in questa serie le personalità femminili forti abbondano, quindi rispetto a personaggi come Arya o Daenerys lei finora non mi ha dato assolutamente nulla . Confido ancora però che prima o poi riesca a tirare fuori il carattere degli Stark e che dia una svolta al suo personaggio.

Infine, sono molto curiosa di vedere l’entrata in gioco dei Martell, che per il momento sono ancora un’incognita (certo, se e quando Dany tornerà sul continente ne vedremo delle belle secondo me…).

Ho letto il libro in un periodo per me molto impegnativo ed è per questo motivo la
lettura è andata per le lunghe, ma credo sia tempo che mi prenda qualche settimana di pausa dalla serie, almeno fino a quando la mia curiosità riuscirà a resistere, così riprenderò la lettura con una nuova carica.
Nonostante questo quinto volume sia stato per me un po’ più in basso rispetto agli altri, questa serie per me resta di una bellezza indescrivibile.

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12 thoughts on “Tempesta di Spade (Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco #5), George R.R. Martin

    1. Sai, forse hai ragione. Ti dico la verità, l’unico motivo per cui ho preso questa è per la maneggevolezza, perché giro sempre con il libro in borsa e le edizioni “vere” sono mattoni 😀 comunque a quanto pare sui personaggi siamo d’accordo solo sulla magnifica Khaleesi.. almeno questo! ❤ solo a parlarne mi verrebbe voglia di leggere subito il seguito per scoprire che succede, solo che ho altre letture in cantiere e devo controllarmi 😀

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      1. Eh sì, l’edizione che ho il, quella in pelle di drago, non è per niente maneggevole. Però nella libreria fa un figurone! *_* Ti capisco, anche io farò un po’ di pausa dopo aver terminato il quarto libro ( mi mancano circa 200 pagine).

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        1. Quell’edizione è semplicemente meravigliosa 😍 ogni volta che la vedo in libreria mi si illuminano gli occhi *-* prima o poi la collezionerò anche io, così la potrò ammirare sui miei scaffali quanto vorrò 😀

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  1. Vedo che non ci piacciono gli stessi personaggi! 😛 Io ADORO la donna rossa, è il mio personaggio preferito! Inoltre detesto Robb e Jon. E ti dirò di più, a me Cersei e Jaime piacciono ( dal quarto libro della Vera edizione c’è anche il punto di vista di Cersei). Stannis non mi dispiace, Cat mi piace molto e anche Dany. Ah, ultima cosa, io tengo per i Targaryen. 😀

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  2. Ah, dai, povera Brienne! E’ comprensibile che si lagni, io provo molta empatia per lei, ma bisogna tenere in conto che sono anche molto più avanti nella storia. Dal quarto libro ci sono anche delle parti ambientate a Dorne! Davvero belle!

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