Lemonade, Nina Pennacchi

Salve miei cari lettori,
oggi vi parlo di un romance storico ambientato in Inghilterra nei primi dell’Ottocento.
Si tratta di Lemonade, scritto dalla giovane e talentuosa autrice italiana Nina Pennacchi.

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Questo libro mi ha incuriosito sin da subito sia per la trama che per il periodo storico in cui è ambientato: da buona amante di Jane Austen, i libri ambientati nell’Inghilterra dell’Ottocento mi attirano come un’ape al miele.

Poiché questo libro mi ha tenuta incollata alle pagine per giorni (e notti!) e la storia è intrigante e mozzafiato, direi che le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte, anche se di austeniano questo romanzo ha davvero ben poco: il peggio che può fare un personaggio della Austen è non invitare a ballare una fanciulla rimasta senza cavaliere per un giro di ballo (oh, Darcy), il racconto di Nina è invece crudo, a tratti persino violento, e il protagonista maschile è tutt’altro che un perfetto gentiluomo.

Tuttavia, la storia è molto vivida e intrisa di realtà, perché anche se la Austen non ne parla nei suoi romanzi, non significa che cose simili non siano accadute realmente, anzi. (Basti pensare al romanzo di Hardy “Tess dei d’Urbervilles” per vedere l’altra faccia della medaglia).

Ma parliamo della trama:

Inizia tutto con una limonata rovesciata su un vestito marrone, delle scuse non fatte e una vendetta inaspettata e inopportuna, e tra Christopher Davenport e Anna Champion è guerra aperta.
Una guerra che però Anna non ha nessuna speranza di vincere, perché Christopher è un uomo potente, spietato e ha una vendetta da perseguire.
Anna si trova sulla strada di Christopher per caso, ma finisce per essere investita completamente dalla sua rabbia inspiegabile e incontrollata, vittima innocente della feroce lotta interiore che imperversa nell’anima di quest’uomo.
Neanche Christopher sa spiegarsi perché quella donna, di poco conto e neanche bellissima, provochi in lui delle emozioni tanto incontrollabili e violente: forse è perché, nonostante sia riuscita a controllarla e a sottometterla con le sue minacce, non riesce mai a piegarla del tutto; forse perché prova per lei un’attrazione e un affetto che non vorrebbe/dovrebbe provare (nonostante abbia uno strano e perverso modo di dimostrarlo), e tutto ciò che vuole è che lei lo ricambi.
Anna non dimentica l’offesa subita, e sa che Christopher ha un’anima nera, eppure quando passa con lui le notti vede in lui una dolcezza che di giorno non dimostra mai, i suoi occhi a volte lasciano trapelare un dolore sepolto in profondità, e anche se lui non lo ammetterebbe mai si affeziona sinceramente alla famiglia di Anna.
E così lei, inesplicabilmente, persino contro la sua volontà e contro la sua coscienza, arriva ad innamorarsi di lui.

Molto interessanti entrambi i protagonisti e molto ben caratterizzati.

Christopher mi ha ricordato lontanamente il conte di Montecristo, personaggio che io amo alla follia. La sua storia è molto simile (la vendetta, il fatto che si sia arricchito partendo dal basso, ecc…) ma sicuramente il suo comportamento è molto meno signorile.
Inizialmente l’ho trovato insopportabile, deprecabile e ingiustamente crudele, e il fatto che le sue azioni contrastassero sempre con i suoi reali pensieri e sentimenti non può giustificare gli errori e le nefandezze che commette.
Però il fatto che abbia man mano dimostrato di avere sia un cuore che una coscienza, anche se entrambe sono annebbiate dalla vendetta, me lo ha fatto gradualmente apprezzare di più e in alcuni momenti l’ho trovato persino (inspiegabilmente) tenero.

Per quanto riguarda Anna, sebbene Christopher la tenga in pugno nel modo più perfido, ovvero facendo leva sull’affetto che lei nutre per i suoi fratelli e per il padre malato, non si piega mai del tutto e continua  a cercare un modo per liberarsi di lui, arrivando persino a considerare (ma mai a mettere in atto) l’idea di ucciderlo.
Anna è consapevole di essere debole in confronto a Christopher, ma nonostante la sua debolezza riesce gradualmente a piegarlo a lei e quando lui non ha il coraggio di mettere in atto la sua ennesima minaccia verso suo fratello, capisce di averlo battuto.
Che poi alla fine se ne innamori è un altro paio di maniche, ma in fondo si sa: l’amore è inspiegabile.

L’unico rimprovero che faccio all’autrice è che secondo me il finale è stato molto, troppo frettoloso. Avrei voluto che Anna e Christopher chiarissero meglio i loro reciproci sentimenti, che si sapesse qualcosa di più sul loro futuro. E Lucy? Chi sposa alla fine Lucy? E come sarà il rapporto tra i due fratelli una volta che Daniel scoprirà (se lo scoprirà) che Chris è suo fratello? Insomma, mi sarebbe piaciuto che il tutto venissero approfondito meglio e non troncato così.

Last but not least, nota di merito per lo stile di scrittura, molto scorrevole ma al contempo elaborato, non proprio ottocentesco (penso che alcuni epiteti a quei tempi non si usassero neanche tra fratelli) ma comunque perfetto per questa storia.

Romanzo forte ed emozionante, mi è piaciuto molto e lo consiglio sicuramente agli appassionati del genere.

Ora, con il vostro permesso, corro a scegliere il prossimo romanzo da iniziare 😉
Alla prossima!

 

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