What University Gave Me

Dopo lunghi anni di fatica e sofferenze, oggi anche io sono stata coronata con l’alloro!
Il mio elaborato finale sul mercato editoriale e gli ebook (secondo voi potevano mancare i libri? Assolutamente no, neanche in questa occasione) è stato molto apprezzato dalla commissione, la qual cosa mi ha reso davvero molto felice.

Ma quello che mi chiedevo in questo momento è: cosa resta, di tutto questo?

Mi rifiuto di pensare che tutto ciò che resta di questi cinque anni è un pezzo di carta che attesta che sono una dottoressa in economia, perché sarebbe riduttivo, oltre che falso.

Ho scelto la facoltà di economia con l’incoscienza e la leggerezza dei miei diciotto anni.
Non ho scelto seguendo le mie attitudini o le mie passioni (letteratura, storia, filosofia, arte e tutto ciò che sotto questo cielo esiste di umanistico) ma seguendo un puro “istinto di sopravvivenza”, con il pensiero rivolto unicamente all’ottica lavorativa.
Il mio percorso di studi mi ha molto deluso sotto questo aspetto, perché non credo di aver imparato molto sul versante pratico, ma che ci crediate o no io nell’economia ci trovo del bello.
Sì, avete capito bene.

Credo che spesso la gente pensi che economia significhi solo statistica, solo ragioneria, solo contabilità. Noiose sfilze di numeri senza anima.
Ma i numeri che rappresentano un mercato sono persone e prodotti.
E i numeri che indicano pil e debiti pubblici rappresentano l’immagine di un intero paese.
E i numeri che variano di continuo sui tabelloni dello stock market, anche quelli hanno persone dietro. E il fatto che miliardi di dollari possano spostarsi in un solo giorno da un lato all’altro del globo è dannatamente affascinante.

E… niente. Solo io posso trovare della poesia persino nell’economia.

Ma sentimentalismi a parte, ricordatevi che le leggi che governano il mondo civile sono le leggi dell’economia.

Quindi, alla fine di tutto, cosa mi ha dato questo mio percorso di studi?

Maggiore consapevolezza del mondo che mi circonda, sicuramente. Positivo, visto che io vivo praticamente in un mondo tutto mio e a volte mi dimentico della realtà (del genere “ehi Elle, ricordati che anche se a te delle tasse non frega un accidente devi pagarle comunque”).

Ma l’università mi ha dato anche tante delusioni. Tante sofferenze, tanti “non sei o non fai abbastanza”, tanti schiaffi in faccia.
E sapete che vi dico? Va bene così, sul serio.
Ti forma il carattere, accidenti. Ti insegna a non arrenderti, ti sprona ad andare avanti per la tua strada.

Ti dimostra che la volontà a volte fa miracoli, perché anche se io e i numeri siamo nemici mortali, io questa cazzo di laurea me la sono presa comunque.

Peace, love, empathy.

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23 thoughts on “What University Gave Me

        1. Uh grazie del pensiero *-* È andata molto bene a dir la verità, meglio di quanto speravo! Mi ha fatto piacere sopratutto il fatto che la commissione ha apprezzato il mio argomento di discussione 🙂 ora mi sto godendo un po’ di mare, relax e libertà 😀

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            1. L’intento sarebbe quello, ma credimi tra un impegno e l’altro non sto riposando proprio per nulla :/ pensa che sono 3 giorni che non apro il libro che sto leggendo e né tantomeno sto scrivendo..E dire che aspettavo con tanta ansia l’estate per dedicarmi ai libri -.-“

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            2. Eh, ti capisco. Comunque io quando ho del “tempo libero” finisco per essere meno produttiva di quando ho tanti impegni, nonostante aspetti sempre i periodi morti per dedicarmi ai miei interessi. =_=’

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      1. Figurati!!! Te li meriti=) come ti dicevo l’altra volta riguardo alla grande scommessa io di economia non capisco niente=) xo hai perfettamente ragione anche l’economia guardata sotto un’alta prospettiva ha un che di umanistico=)=) e il film sei riuscita a vederlo poi??

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        1. Purtroppo ancora non ho avuto tempo di vederlo! In questo periodo non ho un attimo libero perché faccio parte di un’organizzazione no profit e siamo impegnati con il programma estivo, una faticaccia che non ti dico :/ riesco appena ad avere il tempo di leggerlo! Da settembre riprenderò i miei abituali ritmi e cercherò di recuperarlo 😀

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            1. Qualche serata musicale, festa della birra, sagre.. cose del genere! 🙂 poi calcola che il mio è un paese minuscolo quindi non si può fare chissà cosa, però almeno l’estate si crea un po’ di movimento!

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