Suicide Squad (2016)

Ordunque, per non farci mancare proprio nulla questa estate mi sono anche regalata una serata di cinema con gli amici. La pellicola che mi ha convinto a rinchiudermi in un centro commerciale in pieno agosto e fatto mezz’ora di fila all’entrata è l’attesissimo Suicide Squad, film che vede come protagonista l’omonima squadra di villain della DC Comics.

locandina

In generale non sono un’appassionata di fumetti e i supereroi li ho sempre visti unicamente in film & vari telefilm (Arrow, Flash, Gotham, etc…) ma ho sempre avuto un debole per eroi & anti-eroi della DC.
Detto questo, come avrei potuto non adorare questo film?
Un film nel quale la prima canzone che sentiamo è House of The Rising Sun degli Animals e l’ultima Bohemian Rhapsody dei Queen, seppur con inframmezzi hip hop, può essere un brutto film?
Ok, ora metto da parte la mia sensibilità alla musica rock e cerco di essere obiettiva.

I personaggi della Suicide Squad, sebbene siano tutti super-ultra-mega cattivi, sono impossibili da non amare. Nel senso che il regista si è impegnato perché risultassero tutti in qualche modo adorabili, teneri, strafighi o quantomeno simpatici.

Questo gruppo di villain, raccattati da prigioni sparse qua e la, vengono prelevati e messi insieme per formare una squadra di, indovinate?, sicurezza nazionale. Eh sì, perché in un mondo di meta-umani e supereroi dall’identità sconosciuta, chi meglio di un gruppo di supercriminali con le giuste motivazioni può proteggere la nazione e i suoi cittadini?
Dietro questa idea brillante c’è Amanda Waller, la donna più spietata dell’intero universo, che da sola tiene in scacco l’intera Suicide Squad come fossero bambine di quinta elementare. Ma cosa succede se una strega millenaria dai poteri immensi, l’arma più potente nelle mani della Waller, decide di ribellarsi e di distruggere il mondo?
Beh, la squadra suicida deve rendere onore al suo nome e buttarsi in un’impresa dalla quale forse non usciranno vivi.

Tra i personaggi della Suicide Squad, quelli ad avere la maggiore rilevanza sono Deadshot, El Diablo e naturalmente Harley Quinn. Gli altri servono un po’ da soprammobili, ed è solo grazie alla presentazione che ne fanno a inizio film che sappiamo realmente qualcosa di loro.

Sicuramente il mio personaggio preferito è stato Harley Quinn, assolutamente fantastica anche per via della straordinaria interpretazione di Margot Robbie. Harley è esagerata, incontrollabile, irriverente. La sua ironia e la sua spavalderia, che rendono divertenti anche le scene ad alta tensione, sono la vera perla del film.

Sulla presunta pazzia di Harley Quinn ci sarebbe da scrivere un tema. Nel film è persino fin troppo lucida, anche se la sua lucidità viene puntualmente occultata con un’aspetto e dei comportamenti devianti. La sua unica, vera follia è il suo amore per Joker, che le ha completamente cambiato la vita e ha dato il via alla sua caduta nel baratro.
In realtà, tutti i personaggi umani della Suicide Squad sembrano persone normali che hanno commesso qualche errore che ha cambiato loro la vita: per Harley è un amore sbagliato, per Deadshot l’amore per sua figlia, per la dottoressa Moone il trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato.

E Joker? Beh, Joker. Se ne è fatto un così gran parlare che mi sarei aspettata una maggiore presenza. Molto rumore per nulla, per dirla in termini shakespeariani. In realtà tutte le scene in cui compare Joker sono scene ad effetto, esagerate, teatrali, che rispecchiano in pieno l’animo di questo Joker pensato da David Ayer.
Il Joker di Nolan e interpretato da Ledger in The Dark Knight era decisamente meno scenografico e molto più oscuro, e personalmente lo preferisco a questo. Jared Leto non mi è dispiaciuto e non l’ho trovato pessimo come dicono alcuni, ma credo che non sia stato abbastanza intenso, ecco. Intensità che invece Margot Robbie ha messo in abbondanza nella sua Harley Quinn. Nel confronto tra i due, lei abbaglia e oscura la performance dell’altro.

Abbastanza deludente la storia d’amore tra i due. Dovevano essere fuochi d’artificio, follia, morbosità, e non ho visto niente di tutto ciò. Ovvero, l’ho visto da parte di Harley, mentre da parte di Joker il tutto sembra forzato, quasi contro la sua volontà, come se fosse tutta una recita mal riuscita. Mi chiedo se la colpa sia di Leto o della regia, ma forse lo è un po’ di entrambi.
Ad ogni modo, il mio lato romantico ha dato la sua benedizione alla scena in cui Harley si getta nell’acido per dimostrare a Joker il suo amore e lui la segue subito dopo.

Un tantino fiacca la performance di Will Smith, ma è così bravo e il suo personaggio talmente figo da far passare la cosa in secondo piano.
Viola Davis nel ruolo della Waller non mi ha convinto. Passi il fatto che Amanda è più un cyborg privo di sentimenti che una donna, e che quindi l’immobilità facciale può starci, ma è così tanto immobile che non riesce neanche a stare antipatica. E’ solo indifferente.
Persino Cara Delevigne è stata più espressiva di lei, ed è tutto un dire.

Qualche pecca da parte della regia: qualche salto sbagliato di inquadratura, alcuni scambi di dialoghi mozzati male, e alcune scene che sembrano buttate lì random, solo perché non sapevano dove metterle.
Per il resto, ritmi serrati da action movie mescolati a scene divertenti da commedia americana, non è contemplata la noia.

Insomma, magari non vincerà l’Oscar ma due ore piacevoli sono assicurate!

Buona visione!

 

 

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6 thoughts on “Suicide Squad (2016)

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