L’ultimo ballo: il prequel di Attraverso l’obiettivo

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Era da un po’ che progettavo di scrivere questo racconto.

L’idea, la mia agenda lo certifica, è nata appena ho terminato la stesura di Attraverso l’obiettivo, ma in quel momento ero già impegnata a seguire un’altra ispirazione  e quindi questa storia è rimasta chiusa in un cassetto della mia mente.
Fino al mese scorso.

Avevo già deciso da qualche tempo che a settembre avrei pubblicato una versione cartacea di Attraverso l’obiettivo, perché, per quanto se ne dica, mi rendo conto che ci sono ancora molte persone legate al libro cartaceo.
Io per prima, quando ho stretto il mio Emerald Gloom tra le mani, mi sono resa conto che la sensazione che dà un libro “fatto di carta” è impagabile.

Data l’occasione, mi sono detta che forse era il momento giusto per dare alla luce questo breve ma intenso racconto, che narra in particolare un episodio dell’adolescenza di due dei personaggi principali di Attraverso l’obiettivo, ovvero Alexandra e James.

Confesso qui, una volta per tutte, che

SPOILER PER CHI NON HA LETTO ATTRAVERSO L’OBIETTIVO

nella mia idea iniziale la storia sarebbe dovuta finire diversamente e la coppia Alex/Jamie avrebbe dovuto essere solo temporanea.
E allora, vi chiederete, cosa è accaduto? Semplice: mi sono innamorata.
Mi sono innamorata della storia di questi due personaggi, del passato che ho creato per loro e del loro rapporto complicato, e alla fine ho deciso che fosse più giusto un altro finale.

-FINE SPOILER-

Secondo me in Attraverso l’obiettivo questa coppia non è stata apprezzata fino in fondo e per questo motivo ho deciso di farvela conoscere meglio attraverso questa novella, che ho intitolato L’ultimo ballo.

Visto che si tratta di un regalo per i miei lettori, l’ebook è scaricabile gratuitamente su tutti gli store online (qui vi indico solo i link di Amazon e di Kobo).

E ora passiamo alla trama del racconto:

“Alexandra e James sono amici da quando avevano dieci anni.
La loro amicizia sembra inscalfibile, ma ora che stanno per andare in due università diverse, ai due estremi opposti del continente, qualcosa nel loro rapporto inizia a cambiare.
E se uno dei due fosse innamorato dell’altro e decidesse di confessare i propri sentimenti durante il loro ultimo ballo scolastico?”

Spero di avervi incuriosito! Buona lettura ❤

 

Young hugging couple kissing under a rain, in passion

 

“Che rumore fa un cuore che si spezza? “

 

 

 

 

Il mio primo incontro con i lettori!

Ave a voi, lettori di Elle di Libri!

Esattamente una settimana fa mi sono laureata, e invece di godermi il meritato riposo ho avuto la settimana peggiore e più stressante dell’intero anno solare (che non è neanche ancora finita).

Pensate che un po’ per colpa degli impegni e un po’ per colpa di Dickens (se mai riuscirò ad arrivare alla fine di “Le due città”, cosa di cui inizio a dubitare fortemente, non leggerò mai più questo autore sappiatelo!) durante questa settimana non ho quasi letto un rigo.

Ad ogni modo, quello di cui vorrei parlarvi oggi è questa bellissima manifestazione letteraria che si svolge dalle mie parti, nella città di Amantea (Calabria, Cosenza).
La manifestazione La Mantia, arrivata alla sua III edizione, ha un programma molto ampio e coinvolge varie forme di attività culturali, libri, musica, arte, spettacolo e storia popolare.

Nello spazio dedicato agli autori, organizzato dall’Editore Mannarino, quest’anno ci sarò anche io e parlerò di Emerald Gloom, il mio secondo romanzo edito in self-publishing.
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La manifestazione si terrà nel bellissimo centro storico di Amantea, nelle viuzze del borgo che circondano l’antico castello.
Se siete appassionati di libri e passate da queste parti, vi aspetto il 2 Agosto alle ore 21!

Bye bye!

Lemonade, Nina Pennacchi

Salve miei cari lettori,
oggi vi parlo di un romance storico ambientato in Inghilterra nei primi dell’Ottocento.
Si tratta di Lemonade, scritto dalla giovane e talentuosa autrice italiana Nina Pennacchi.

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Questo libro mi ha incuriosito sin da subito sia per la trama che per il periodo storico in cui è ambientato: da buona amante di Jane Austen, i libri ambientati nell’Inghilterra dell’Ottocento mi attirano come un’ape al miele.

Poiché questo libro mi ha tenuta incollata alle pagine per giorni (e notti!) e la storia è intrigante e mozzafiato, direi che le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte, anche se di austeniano questo romanzo ha davvero ben poco: il peggio che può fare un personaggio della Austen è non invitare a ballare una fanciulla rimasta senza cavaliere per un giro di ballo (oh, Darcy), il racconto di Nina è invece crudo, a tratti persino violento, e il protagonista maschile è tutt’altro che un perfetto gentiluomo.

Tuttavia, la storia è molto vivida e intrisa di realtà, perché anche se la Austen non ne parla nei suoi romanzi, non significa che cose simili non siano accadute realmente, anzi. (Basti pensare al romanzo di Hardy “Tess dei d’Urbervilles” per vedere l’altra faccia della medaglia).

Ma parliamo della trama:

Inizia tutto con una limonata rovesciata su un vestito marrone, delle scuse non fatte e una vendetta inaspettata e inopportuna, e tra Christopher Davenport e Anna Champion è guerra aperta.
Una guerra che però Anna non ha nessuna speranza di vincere, perché Christopher è un uomo potente, spietato e ha una vendetta da perseguire.
Anna si trova sulla strada di Christopher per caso, ma finisce per essere investita completamente dalla sua rabbia inspiegabile e incontrollata, vittima innocente della feroce lotta interiore che imperversa nell’anima di quest’uomo.
Neanche Christopher sa spiegarsi perché quella donna, di poco conto e neanche bellissima, provochi in lui delle emozioni tanto incontrollabili e violente: forse è perché, nonostante sia riuscita a controllarla e a sottometterla con le sue minacce, non riesce mai a piegarla del tutto; forse perché prova per lei un’attrazione e un affetto che non vorrebbe/dovrebbe provare (nonostante abbia uno strano e perverso modo di dimostrarlo), e tutto ciò che vuole è che lei lo ricambi.
Anna non dimentica l’offesa subita, e sa che Christopher ha un’anima nera, eppure quando passa con lui le notti vede in lui una dolcezza che di giorno non dimostra mai, i suoi occhi a volte lasciano trapelare un dolore sepolto in profondità, e anche se lui non lo ammetterebbe mai si affeziona sinceramente alla famiglia di Anna.
E così lei, inesplicabilmente, persino contro la sua volontà e contro la sua coscienza, arriva ad innamorarsi di lui.

Molto interessanti entrambi i protagonisti e molto ben caratterizzati.

Christopher mi ha ricordato lontanamente il conte di Montecristo, personaggio che io amo alla follia. La sua storia è molto simile (la vendetta, il fatto che si sia arricchito partendo dal basso, ecc…) ma sicuramente il suo comportamento è molto meno signorile.
Inizialmente l’ho trovato insopportabile, deprecabile e ingiustamente crudele, e il fatto che le sue azioni contrastassero sempre con i suoi reali pensieri e sentimenti non può giustificare gli errori e le nefandezze che commette.
Però il fatto che abbia man mano dimostrato di avere sia un cuore che una coscienza, anche se entrambe sono annebbiate dalla vendetta, me lo ha fatto gradualmente apprezzare di più e in alcuni momenti l’ho trovato persino (inspiegabilmente) tenero.

Per quanto riguarda Anna, sebbene Christopher la tenga in pugno nel modo più perfido, ovvero facendo leva sull’affetto che lei nutre per i suoi fratelli e per il padre malato, non si piega mai del tutto e continua  a cercare un modo per liberarsi di lui, arrivando persino a considerare (ma mai a mettere in atto) l’idea di ucciderlo.
Anna è consapevole di essere debole in confronto a Christopher, ma nonostante la sua debolezza riesce gradualmente a piegarlo a lei e quando lui non ha il coraggio di mettere in atto la sua ennesima minaccia verso suo fratello, capisce di averlo battuto.
Che poi alla fine se ne innamori è un altro paio di maniche, ma in fondo si sa: l’amore è inspiegabile.

L’unico rimprovero che faccio all’autrice è che secondo me il finale è stato molto, troppo frettoloso. Avrei voluto che Anna e Christopher chiarissero meglio i loro reciproci sentimenti, che si sapesse qualcosa di più sul loro futuro. E Lucy? Chi sposa alla fine Lucy? E come sarà il rapporto tra i due fratelli una volta che Daniel scoprirà (se lo scoprirà) che Chris è suo fratello? Insomma, mi sarebbe piaciuto che il tutto venissero approfondito meglio e non troncato così.

Last but not least, nota di merito per lo stile di scrittura, molto scorrevole ma al contempo elaborato, non proprio ottocentesco (penso che alcuni epiteti a quei tempi non si usassero neanche tra fratelli) ma comunque perfetto per questa storia.

Romanzo forte ed emozionante, mi è piaciuto molto e lo consiglio sicuramente agli appassionati del genere.

Ora, con il vostro permesso, corro a scegliere il prossimo romanzo da iniziare 😉
Alla prossima!

 

Emerald Gloom arriva in versione cartacea: il sogno si materializza

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Non ci credevo, quando leggevo che avere tra le mani il proprio libro stampato era tutta un’altra cosa.

Non ci credevo perché continuavo a ripetermi che un libro è lo stesso libro anche in ebook.
D’altronde io stessa leggo vagonate di libri digitali, perciò che importa se il mio libro esiste solo in formato digitale, anche se gli scaffali della mia libreria straripano di libri cartacei?
Che importa se la sensazione tattile, olfattiva, visiva ed emotiva che ti dà un libro cartaceo è tutta un’altra storia?
Che importa se sono una feticista dell’oggetto libro e amo collezionarli e scorrere i titoli sui dorsi con lo sguardo mentre sono seduta sul divano e lasciare i segnalibri sulle mie pagine preferite per andare a riaprirli quando ne sento il bisogno?

Ecco, ora lo posso dire: importa.
Quando ti ritrovi tra le mani il libro che hai scritto, quando fai scorrere le dita sulla copertina per tastare le parti in rilievo, quando giri randomly tra le pagine, da un capitolo all’altro di quelle parole che probabilmente ormai conosci a memoria, vi assicuro che importa.

Cari amanti senza speranza del libro cartaceo, tutto questo delirante sfogo è il mio modo per farvi sapere che Emerald Gloom da oggi è acquistabile su Amazon anche in versione cartacea.

Un’altro piccolo traguardo che si aggiunge a questo percorso da autrice self-publisher iniziato per caso, ma che si sta rivelando ricco di emozioni e soddisfazioni e che mi sta regalando tanti granelli di felicità.

#Emozioni

Emerald Gloom: parola all’autrice

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Direi di partire dal titolo: perché Emerald Gloom.

Tradotto letteralmente significa “tenebra color smeraldo”.
Il titolo è rimasto in inglese perché nella mia testa è nato così, perché fondamentalmente suonava meglio, ma soprattutto perché, oltre al suo significato letterale, “Emerald Gloom” è anche il nome della band di cui fa parte il protagonista, un nome che ha dietro una storia che racchiude in sé l’intero significato del libro.
E sì, se non lo avete notato dalla copertina, vi confermo che la musica ha un ruolo centrale all’interno dell’opera, soprattutto la musica di genere grunge e rock.
Io non sono una musicista (ci ho provato e il massimo che sono riuscita a mettere insieme con la chitarra sono sì e no cinque accordi), ma amo profondamente la musica.
Poco prima di iniziare a scrivere questo libro, quando ancora stavo mettendo insieme le idee, facendo un giro su YouTube mi sono imbattuta per caso, per la prima volta, in Smells Like Teen Spirit dei Nirvana. Quella canzone, lo giuro, mi ha ipnotizzata, e mentre la ascoltavo ho pensato qualcosa come: “Dio mio, ho appena trovato la colonna sonora della mia vita”.
Da quel momento tra me e il grunge è stato amore, amore che in parte ho riversato in questo libro.
Dunque Aaron Clark, il mio protagonista, è un musicista, è un amante della musica grunge e il suo idolo è Kurt Cobain.
E qui comincia la storia vera e propria.
Il libro inizia nel momento in cui Aaron si risveglia in ospedale dopo due mesi passati in coma a causa di un incidente: è stato infatti investito da un’auto e il conducente è fuggito senza prestargli soccorso.
Per merito di una sfacciata fortuna, Aaron se la cava (relativamente) con poco e una volta sveglio la guarigione è più rapida del previsto. Però c’è un però, anzi due.
Primo: la notte dopo il risveglio dal coma, Aaron rivive in sogno il momento dell’incidente, ma invece di essere investito viene scansato dalla traiettoria dell’auto da una ragazza che non ha mai visto prima, e da quel momento i sogni continuano di notte in notte seguendo un proprio corso temporale, come una sorta di vita parallela incredibilmente simile alla sua vita reale.
Secondo: come ho scritto nella descrizione, persino peggio dei sogni c’è il fatto che Aaron non riesce più a comporre musica. La musica è l’unica cosa che ha permesso ad Aaron di trovare il suo posto nel mondo, è ciò che lo ha salvato nel periodo più buio della sua vita, perciò è disposto a tutto per riprendersela, persino a scavare nelle profondità della sua anima e a tirarne fuori tutti i sentimenti che vi ha represso per anni.
Emerald Gloom è un’opera che si sviluppa su diversi livelli.
La trama ruota intorno allo sdoppiamento tra l’esistenza reale e quella onirica di Aaron, ma il romanzo è soprattutto un viaggio nell’animo del protagonista, alla scoperta dei suoi pensieri più reconditi, dei suoi desideri e del suo lato più oscuro.
Aaron è un personaggio indubbiamente controverso: riflessivo, chiuso in sé stesso, sfiduciato verso il genere umano, il classico sognatore in lotta con il mondo. Per molti versi è instabile, incapace di apprezzare la vita anche se non ha rinunciato del tutto a cercarne la bellezza, spesso anche incapace di relazionarsi con le persone che ama.
L’incidente e il risveglio dal coma, ma soprattutto la comparsa di Florence, la misteriosa ragazza del sogno, innescano un vero e proprio processo di evoluzione del personaggio, ma lascio scoprire a voi in che modo si concluderà, altrimenti finisce che il libro non lo leggete più.
A chi consiglio Emerald Gloom?
Agli amanti delle storie fuori dagli schemi, ai lettori che non si fermano a una lettura superficiale, agli adulti che un po’ continuano a sentirsi come Holden Caulfield, a chi sa apprezzare tutte le sfumature delle emozioni umane, anche quelle negative.
E se siete amanti della musica grunge, avete anche un surplus.

“C’era un istante in particolare, quello in cui salivi sul palco e i riflettori ti abbagliavano, e la folla intorno a te gridava in modo assordante e ti girava la testa nel tentativo di abbracciarla tutta con lo sguardo, ecco, quell’istante era pura magia: il cuore batteva così forte da oscurare qualunque altro rumore e potevi sentirne il rimbombo chiaro e forte nelle orecchie, la batteria che scandiva il ritmo della tua anima. E mentre la vista si offuscava e i suoni si affievolivano, nel momento in cui iniziavi a suonare, ti sembrava di essere l’essere vivente in assoluto più vicino al paradiso. I Led Zeppelin lo avevano capito: la vera Scala per il Cielo era la musica.”