Notte di Marionette e Torte, Laini Taylor [novella] (Daughter of Smoke & Bone #2.5)

Dear ladies and gentlemen lettori,
oggi vi parlo del ritorno in Italia di Laini Taylor, autrice della bellissima serie fantasy La Chimera di Praga.
La serie, edita da Fazi, era stata interrotta nel 2012 dopo la pubblicazione del secondo volume,
Quest’anno Fazi ha riproposto i primi due volumi in una nuova edizione nella nuova collana young adult LainYa, e finalmente presto sarà disponibile anche il terzo e ultimo capitolo della trilogia, Sogni di Mostri e Divinità, che arriverà nelle librerie il 14 luglio.

Per espiare gli anni di attesa, o semplicemente perché vuol bene ai suoi lettori, Fazi ha fatto persino di più: da qualche giorno è infatti acquistabile su Amazon la novella di Laini Taylor Notte di Marionette e Torte, uno spin-off della serie che racconta il magico primo incontro di Suzanna e Mik. E tanto perché ancora non era abbastanza, fino al 14 luglio l’ebook è acquistabile gratuitamente.

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Questa serie mi ha colpito sin da subito per la sua originalità, e mi ritengo molto fortunata ad aver scoperto e letto i primi due volumi solo qualche mese fa: l’attesa per scoprire cosa ci riserverà il capitolo conclusivo, infatti (e fortunatamente), per me è stata piuttosto breve!

Intanto non ho perso tempo e ho subito letto questo tenero racconto. Accade tutto in una notte: Suzanna, la migliore amica di Karou, ha una cotta madornale per un violinista di nome Mik, che lavora con lei al Teatro delle Marionette di Praga.

Suzanna non è timida, non è una rammollita e non è una codarda. Non è niente di tutto ciò, anzi è una specie di piccolo demonio di un metro e venticinque che è meglio non fare arrabbiare, ma quando vede Mik diventa un’altra persona, le funzioni cerebrali non le funzionano più e non riesce a spiccicare parola.
Una sera, però, decide di prendere finalmente l’iniziativa e di dichiarare il suo amore a Mik, solo che non ha alcuna intenzione di farlo in modo convenzionale, ma vuole renderlo assolutamente magico.

Così decide di organizzare una caccia al tesoro notturna in giro per Praga, con tanto di mappa e indizi, e naturalmente il tesoro da trovare è… lei!

E’ incredibilmente tenero il modo in cui Suze e Mik si contemplano a vicenda da lontano, senza avere il coraggio di parlarsi, quando basterebbe davvero poco (una caccia al tesoro organizzata nei minimi dettagli e un pizzico di vera magia) per finire l’uno nelle braccia dell’altra. Il meglio di questa coppia si percepisce chiaramente nel secondo volume della serie, ma il racconto di questo primo incontro è davvero carino.

Naturalmente non aspettatevi gli intrighi e la complessità dei volumi “standard”, è una storia carina e senza pretese da leggere in un paio d’ore, ma anche in questo caso spicca lo stile impeccabile della Taylor, che riesce a mettere sempre un po’ di magia nelle sue parole (quanti scuppies avrà utilizzato? ^^)

Punto di merito per la copertina che, come tutte quelle della serie, mi piace davvero molto.

E ora… tutti ad aspettare l’uscita dell’ultimo volume! E se nell’attesa volete saperne di più sulla serie, vi rimando alle mie recensioni dei primi due libri 😉

Alla prossima!

La chimera di Praga (Daughter of Smoke and Bones #1) – Laini Taylor
La città di sabbia (Daughter of Smoke and Bones #2) – Laini Taylor

La città di sabbia, Laini Taylor (Daughter of Smoke and Bones #2)

Buon pomeriggio cari lettori, eccomi qui a scrivere la prima recensione “in diretta” da quando ho creato il nuovo sito.
Le altre le sto importando gradualmente dal mio Goodreads, così finalmente realizzerò il mio sogno di vederle tutte riunite in un vero blog!

Bene, in questo post inaugurale vi parlo della mia ultima lettura, La Città di Sabbia di Laini Taylor, secondo capitolo della saga Daughter of Smoke and Bones.

28676589La studentessa d’arte Karou ha finalmente le risposte che ha sempre cercato. Sa chi è e cosa è. Ma, insieme a questa scoperta, un’altra verità affiora in superficie, una realtà che la ragazza farebbe di tutto pur di ignorare: ha amato un ragazzo che le è nemico, lui l’ha tradita e per questo il suo mondo è sconvolto. Ora, in una kasbah dimenticata nel deserto del Marocco, Karou e i suoi alleati si preparano a uno scontro definitivo contro l’armata dei serafini e sotto la luce delle stelle plasmano creature di potente forza distruttiva. Akiva, legato dall’appartenenza all’esercito degli angeli, ma gravato da un profondo conflitto interiore, inizia a progettare un altro tipo di battaglia: quella per il riscatto. Per la speranza. Costellato da scene drammatiche, di segreti e di scelte impossibili, “La città di sabbia” porta i due protagonisti sui fronti opposti di una guerra antichissima che ha acquistato nuovo vigore.

 

La mia recensione (spoiler alert: se non avete letto “La chimera di Praga” vi consiglio di non proseguire):

Ridere dovrebbe essere facile, pensò Akiva, ma non lo era. Loro due, per esempio, mani nere e anime infrante. Offrì una mano alla sorella, che lei prese e strinse forte, come l’elsa di una spada, come se ne andasse della sua vita.

Se il primo libro mi aveva sì incuriosito molto, ma per molti aspetti mi aveva lasciata dubbiosa e un po’ indifferente, questo invece si rivela di tutt’altro livello.

Dopo che Karou ha appreso chi è realmente e qual è la sua vera natura, dopo aver scoperto che il suo mondo è lacerato da una guerra millenaria e che la razza chimerica è stata quasi sterminata per colpa di Akiva, il serafino che ha amato in entrambe le sue vite, la ragazza decide di schierarsi con le poche chimere superstiti e di combattere. Di reagire, di vendicarsi. Questa è l’unica cosa che conta per Karou all’inizio, quando porta i superstiti della sua razza in una kasbah nel deserto del Sahara, nel suo mondo, per tenerli lontano da Eretz e dalla forza distruttrice dei serafini.
Karou si è chiusa in una sorta di apatia causata dal dolore per la perdita della sua famiglia di chimere e per il tradimento di Akiva. Si sente sola perché Thiago, il Lupo Bianco, colui che l’aveva fatta uccidere nella sua vita precedente, ha fatto in modo che i soldati non si fidassero di lei e la tenessero isolata, nonostante lei abbia preso il posto di resuscitatore di Sulphurus e stia riportando in vita le chimere soldato per combattere i serafini.
E’ questa l’unica cosa che fa Karou nella città di sabbia: riporta in vita i mostri, senza farsi domande e lasciando a Thiago tutte le decisioni riguardanti la guerra.
Ben presto, però, Karou si rende conto che il Lupo Bianco ha smesso di preoccuparsi della sopravvivenza delle chimere e che il suo unico scopo è di farla pagare agli angeli, e per farlo è disposto a commettere le azioni più atroci, anche ad attaccare i serafini civili. La ragazza capisce che è arrivato il momento di fermare Thiago ad ogni costo, ma come può farlo se lui è il capo dell’esercito e lei una traditrice della sua stessa razza?
Intanto anche Akiva, nell’altro mondo, dall’altra parte dello schieramento, combatte la sua personale guerra, ovvero quella di riuscire a salvare più chimere possibile dal massacro dei suoi compagni senza farsi scoprire.

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Karou e Akiva, due parti opposte in una guerra che non porta da nessuna parte, una guerra che nessuno dei due vorrebbe combattere. Il loro sogno di pace di tanto tempo prima sembra ormai solo un ricordo sbiadito, la speranza sembra essere definitivamente perduta.
Eppure, eppure questo libro è incentrato proprio sulla speranza. Speranza che nasce, scompare, ritorna. Ritorna sempre, alla fine.

—spoiler—
Per Akiva la speranza rinasce quando si rende conto che suo fratello e sua sorella, Hazael e Liraz, sono dalla sua parte, che anche loro vogliono mettere fine alla guerra, vogliono credere in un mondo migliore, in una vita migliore per tutti loro, senza campi di battaglia e mani tatuate di nero.
La speranza rinasce quando scopre che Karou è sana e salva, anche se schierata dalla parte dei nemici.
E sarà proprio Akiva a riportare la speranza a lei, sotto forma di turibolo contenente l’anima di una delle chimere che l’ha cresciuta, Sybilis, che a sua volta porta un messaggio di speranza più grande, una speranza per tutto il loro popolo.
—end spoiler—

In questo libro ho amato diversi personaggi. Ho sicuramente rivalutato Akiva e persino i suoi fratelli (Hazael <3), Suzanna e Mik sono tenerissimi e Ziri è semplicemente meraviglioso, soprattutto per quello che fa alla fine.
Ho apprezzato il fatto che l’autrice abbia descritto e caratterizzato molto bene anche i personaggi marginali. Ottimo lo stile di scrittura, che avevo già elogiato nel libro precedente.

Questo secondo capitolo mi è piaciuto decisamente più del primo. La storia è più movimentata, appassionante e ricca di emozioni e di colpi di scena.
Le domande sul finale sorgono spontanee:
—spoiler—
che succederà nel mondo degli umani ora che sono arrivati gli angeli? Chi è la donna steliana che si è messa in viaggio verso Astrea? Riusciranno i serafini ribelli e le chimere a far lottare insieme i loro eserciti e a portare finalmente la pace?
—end spoiler—

L’ultimo capitolo della trilogia, Dreams of Gods and Monsters, è stato pubblicato nel 2014 e secondo i “rumors” arriverà finalmente in Italia durante l’estate, edito sempre da Fazi.
Non vedo l’ora di leggerlo!

 

La chimera di Praga, Laini Taylor (Daughter of Smoke and Bones #1)

 

51n+Ig6kGvL._SX322_BO1,204,203,200_Karou ha 17 anni, è una studentessa d’arte e per le strade di Praga, la città in cui vive, non passa inosservata: i suoi capelli sono di un naturale blu elettrico, la sua pelle è ricoperta da un’intricata filigrana di tatuaggi, parla più di venti lingue e riempie il suo album da disegno di assurde storie di mostri. Spesso scompare per giorni, ma nessuno sospetta che quelle assenze nascondano un oscuro segreto. Figlia adottiva di Sulphurus, il demone chimera, la ragazza attraversa porte magiche disseminate per il mondo per scovare i macabri ingredienti dei riti di Sulphurus: i denti di ogni razza umana e animale. Ma quando Karou scorge il nero marchio di una mano impresso su una di quelle porte, comprende che qualcosa di enorme e pericoloso sta accadendo e che tutto il suo universo, scisso tra l’esistenza umana e quella tra le chimere, è minacciato. Ciò che si sta scatenando è il culmine di una guerra millenaria tra gli angeli, esseri perfetti ma senz’anima, e le chimere, creature orride e grottesche solo nell’aspetto esteriore; è il conflitto tra le figure principi del mito cristiano e quelle dell’immaginario pagano. Nel disperato tentativo di aiutare la sua “famiglia” Karou si scontra con la terribile bellezza di Akiva, il serafino che per amore le risparmierà la vita.

La mia recensione:

“La speranza può essere una forza potentissima. forse non c’è vera magia in essa, ma quando sai quello che speri di più in asoluto, e lo custodisci come una luce dentro di te, puoi far accadere le cose, quasi come una magia.”

Il punto di forza di questo libro è sicuramente l’originalità della trama e dei personaggi, il punto debole è che nel finale perde un po’ di quel brio iniziale che mi ha spinto a divorare i 3/4 del libro.
Il romanzo mi ha conquistata sin dalle prime pagine. Sicuramente azzeccata la scelta di ambientare la storia nella città di Praga, città dal fascino e dal passato misterioso, resa ancora più poetica dalle descrizioni dell’autrice.
Anche la storia della protagonista, Karou, è fitta di misteri che neanche lei conosce fino in fondo e che verranno pian piano svelati nel corso della lettura.
Karou non sa chi siano i suoi genitori ed è stata cresciuta da un gruppo di creature che hanno fattezze in parte bestiali e in parte umane che vengono chiamate chimere.
La figura più intrigante è indubbiamente quella di Sulphurus, il Mercante di Desideri, la chimera stregone che scambia desideri con denti di qualunque specie. La questione dei denti è un interrogativo che perseguita i lettori (e Karou) per buona parte del libro, ma quando tutti i dubbi vengono chiariti, Sulphurus si rivelerà essere un “mostro” dal cuore d’oro.
Karou sa poco del mondo delle chimere e, fatta eccezione per le quattro che la hanno cresciuta, non ne conosce nessun’altra, non sa da dove vengono e perché non escono mai dal laboratorio di Sulphurus. Almeno fino al giorno in cui un angelo non fa irruzione nella sua vita, tentando di ucciderla.
Scoprirà allora che chimere e angeli serafini sono nemici giurati, e che il loro mondo è diviso da una guerra che va avanti da un millennio e che ha segnato profondamente entrambe le razze.
Akiva ne è la prova: è un soldato serafino, nato e cresciuto per essere addestrato alla guerra, per combattere, per odiare il nemico.
Quando incontra Karou per la prima volta, senza neanche sapere chi sia davvero, fa la cosa che per istinto gli viene più naturale: prova ad ucciderla.
Eppure un tempo Akiva aveva sperato in un mondo diverso, in un modo di vivere diverso, ed era quasi arrivato a credere che potesse esistere davvero, prima che la speranza gli venisse strappata via brutalmente.
L’incontro con Karou potrebbe rappresentare per Akiva una seconda possibilità, persino una redenzione, ma forse è troppo tardi per rimediare agli errori del passato.
La storia d’amore tra Karou e Akiva è molto intensa, ma forse troppo rapida nello sviluppo. Non so, non mi ha appassionato più di tanto, anzi per dirla tutta mi ha lasciata piuttosto indifferente.
Nota di merito all’autrice per la scrittura fluida ed elegante, l’ho apprezzata molto.
Libro promosso, anche se con qualche riserva.
Se sono curiosa di leggere il seguito? Accidenti, certo che sì. Anzi, sto proprio per cominciarlo.

“Non combattere con i mostri o diventerai tu stesso un mostro, e se guardi nell’abisso, anche l’abisso guarderà dentro di te.”

 

Signora della Mezzanotte, Cassandra Clare

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Cinque anni fa, i genitori della Shadowhunter Emma Carstairs sono stati brutalmente uccisi. E lei non ha mai smesso di cercare l’assassino. Emma deve imparare a fidarsi del suo cuore e della sua intelligenza mentre lei e il suo parabatai, Julian Blackthorn, si trovano invischiati in un complotto demoniaco che si ramifica per tutta Los Angeles. Se solo il suo cuore non la spingesse continuamente verso le strade più buie, e insidiose.

 

La mia recensione (warning: sono presenti spoiler):

“C’era bellezza nell’idea di libertà, ma era un’illusione. Tutti i cuori umani erano incatenati dall’amore.”

Cassandra Clare ha il magnifico e sconvolgente potere di farmi sentire ancora un’adolescente, di farmi incollare il naso alle pagine dei suoi libri e di emozionarmi fin nel profondo dell’anima.
Ho atteso questo libro per più di sei mesi, da quando ho letto Città del fuoco celeste e ho conosciuto Emma e Julian.
Non sapevo come sarebbe stata questa storia, ma ero curiosissima di scoprirlo (complice l’astinenza da Shadowhunters) e sapevo che la Clare non mi avrebbe delusa. E non l’ha fatto, per niente, anzi credo che con questo libro si sia superata.
Ho amato questa autrice sin dalla prima volta che l’ho letta, amo il suo modo di scrivere e di descrivere, ma il suo più grande pregio è di saper creare dei personaggi unici e indimenticabili (quelli maschili ancor più di quelli femminili).
Con Emma e Julian, Cassie ha fatto un lavoro straordinario: Emma ha una personalità incredibile, e Julian… Julian con i suoi segreti, il suo modo di amare senza risparmiarsi, il peso schiacciante delle sue responsabilità.
Ho amato entrambi, il modo in cui si è sviluppato e trasformato il loro rapporto, ho sofferto e soffro ancora con loro, tifo per loro, sono pazza di loro. (Sì, sto fangirlando di brutto, che ci volete fare).
La trama mi è piaciuta molto: la storia è originale e completamente diversa da quella delle saghe precedenti, la storia di un amore disperato e indissolubile, di ingiustizia e di vendetta.
Una storia che dimostra una grande verità, o più di una: che i “buoni” non hanno sempre ragione, che i “cattivi” non sono sempre stati cattivi, che la vita ha cambiato il loro modo di essere; che la linea tra giusto e ingiusto, tra legale e illegale, tra bene e male è molto, molto sottile.
Il personaggio di Mark mi ha molto colpito. Il senso di divisione che c’è nella sua persona, nella sua anima, nel suo cuore, il fatto che a volte mi ha dato l’impressione di volersi dividere tra la sua natura di Shadowhunter e quella di fata, mi ha molto affascinata.
Dire che il finale mi ha lasciata sulle spine è un eufemismo. Il pensiero che dovrò aspettare un anno per leggere il seguito mi uccide.

—spoiler—
Emma e Mark però proprio NO. Emma, santo cielo, come puoi essere così stupida? <.< e dire che per tutto il libro ti eri comportata così bene nei confronti di Jules e sei andata a perderti proprio sul finale. Cassie, trova il modo di risolvere la questione parabatai e di far stare insieme quei due, per l’Angelo!
— end spoiler —

Sono davvero molto entusiasta di questo primo capitolo della saga, anche se prevedo parecchie sofferenze per il futuro.
Go, Cassandra, adorabile sadica. Continua così.

Ps: non mi è piaciuto il racconto finale di cui si è tanto parlato, e vi spiego perché. Tempo fa mi è capitato di leggere il primo racconto delle Cronache di Magnus Bane (What really happened in Peru): ne sono rimasta talmente inorridita che non ho più osato leggerne altri.
Sfido chiunque abbia letto TID e TMI a dirmi che quei racconti siano all’altezza del resto. A livello stilistico sono degli orrori, non sembrano (o non sono?) neanche scritti dalla Clare, e per contenuto sembrano più fanfiction che spin-off dei romanzi.
Questa è la stessa impressione che ho avuto del racconto alla fine di questo libro. L’unica cosa positiva è stata rincontrare i personaggi di TMI e dare una sbirciatina nel loro futuro, il resto è da cancellare.

L’ordine della spada (Black Friars #1), Virginia de Winter

9720878Chi è Eloise Weiss? Perché il più antico vampiro della stirpe di Blackmore abbandona per lei l’eternità suscitando le ire di Axel Vandemberg, glaciale Princeps dello Studium e tormentato amore della giovane?
La Vecchia Capitale si prepara alla Vigilia di Ognissanti e il coprifuoco è vicino perché il Presidio sta per aprire le sue porte. Il lento salmodiare delle orde di penitenti che si riversano per le vie, in cerca di anime da punire, è il segnale per gli abitanti di affrettarsi nelle proprie case, ma per Eloise Weiss è già troppo tardi. Scambiata per una vampira, cade vittima dell’irrazionalità di una fede che brucia ogni cosa al suo passaggio. In fin di vita esala una richiesta d’aiuto che giunge alle soglie della tomba dove Ashton Blackmore, un redivivo secolare, riposa protetto dalle ombre della Cattedrale di Black Friars. Il richiamo della ragazza è un sussurro che si trasforma in ordine, irrompe nella sua mente e lo riporta alla vita. Nobili vampiri di vecchie casate, spiriti reclusi e guerrieri, eroici umani e passioni che il tempo non è riuscito a cancellare: Black Friars – L’ordine della Spada è un mondo nuovo che profuma di antico, un romanzo che si ammanta di gotico per condurre il lettore tra i vicoli della Vecchia Capitale o negli antri del Presidio, in un viaggio che continua oltre la carta e non finisce con l’ultima pagina.

La mia recensione:

Ho impressioni contrastanti su questo libro.
Pensavo che mi sarebbe piaciuto di più, invece per diversi motivi le mie aspettative sono state un po’ deluse.
Innanzitutto, c’è l’ostacolo insuperabile, quello della scrittura della De Winter. E’ più forte di me, non la tollero.
E’ una scrittura elegante ed elaborata, sì, ma anche pesante, così pesante che porta quasi a fondo con sé l’intera narrazione.
Le metafore contorte, le infinite descrizioni e la peculiarità con la quale descrive ogni cosa mi hanno esasperato e mi hanno tolto gran parte del piacere della lettura. Ma dico, c’è davvero bisogno di ripetere ogni due pagine quanto si muova in fretta Ashton, quanto siano verdi gli occhi di Adrian e biondi i capelli di Axel, e quanto siano maledettamente belli tutti quanti?
Il tutto mi ha dato l’impressione di una bella storia sepolta sotto una marea di parole superflue e fastidiose.
Capisco che questo stile sia proprio la peculiarità dell’autrice, e so che è molto apprezzato, ma io non lo sopporto.
Detto questo, la storia in sé invece è davvero interessante. Un mondo tutto nuovo, in cui il potere è diviso tra diverse famiglie e l’università è un’istituzione a sé stante, con le sue regole e i suoi confini. (Il funzionamento del sistema per me resta ancora un po’ oscuro, io mi sarei soffermata di più su questo aspetto, ma forse verrà approfondito nei prossimi libri). Un mondo in cui i redivivi, i vampiri, vivono mescolati agli umani e in alcuni casi collaborano con essi; un mondo dove le ombre, le creature del Presidio, sono tenute sotto chiave e perennemente sorvegliate dai Frati Neri, tranne una notte all’anno, la notte di Ognissanti.
Quella notte, Eloise viene scambiata per un vampiro e attaccata, a salvarla è un potere che non sapeva di avere, un potere che in molti temono e vorrebbero distruggere e che mette a repentaglio la sua vita e quella di coloro che vogliono proteggerla.
Ben caratterizzati i personaggi, anche se alcuni comportamenti sia di Eloise che di Axel mi hanno dato sui nervi: Eloise perché fa di continuo cose sconsiderate (coraggio o solo un’altro caso di sindrome da eroina che vuole salvare il mondo?) e tutti si precipitano a salvarla, Axel perché spesso e volentieri fa il prepotente, anche se per fini giusti (io direi che quei due schiaffi da parte di Eloise se li meritava, insomma, anche se alla fine gli si perdona tutto perché è… beh, perché è Axel).
Onestamente questo primo volume non mi ha catturato al punto da morire dalla voglia di leggere il secondo libro della saga, anzi per il momento non mi passa neanche per la testa, ma la curiosità di sapere come continua la storia c’è, quindi un giorno o l’altro la riprenderò sicuramente.
Per ora, quindi, giudizio in sospeso, e un po’ di disappunto.